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Un murales al Central Park per riqualificare l’Arcella

Benvenuti all’Arcella, firmato “Happy”.

All’ingresso del quartiere, dietro il cavalcavia Borgomagno, una bambina ci guarda mentre stringe i suoi palloncini. Si trova al parcheggio multipiano di Via Annibale da Bassano, vicino alla stazione.

Da qui si entra nel quartiere dell’Arcella, dove in tanti si impegnano a fare in modo che le diverse culture presenti e stratificate nel tempo vivano in armonia.

C’è chi ci crede con tutto se stesso. Come i ragazzi di Arcellatown, un’associazione che si occupa di promozione culturale del quartiere. In un’afosa giornata di luglio, sono stati loro a chiamare a raccolta gli arcellani e hanno fatto ai loro concittadini una promessa: il murales più alto della città deve appartenere a loro, che lottano contro le chiacchiere, i luoghi comuni e la delinquenza.

Ma la vera promessa è un proposito che gli arcellani sentono nel cuore già da tempo: “Insieme possiamo cambiare il quartiere con la bellezza.”

Non sono mancate all’appello altre associazioni: Le Mille e Una Arcella, NaturaSì, Produzioni Dal Basso, Vedeoe20.net e il CSV. Anche se i grandi protagonisti dell’iniziativa sono stati come sempre gli arcellani che hanno da subito accolto la sfida, riempiendo di like il post di Arcellatown. Il murales quindi si fa. Era l’8 luglio quando questa storia è iniziata.

Subito comincia la corsa per la raccolta fondi. NaturaSì offre la piattaforma e soprattutto raddoppia ogni centesimo raccolto fino al raggiungimento dei 5500 euro, necessari a coprire le spese. Sì, perché il writer prescelto per l’esecuzione dell’opera, Tony Gallo (ovviamente arcellano DOC) non ha chiesto compensi.

In meno di 24 ore si contano già 1520 euro donati. Quando si dice “un buon inizio”. In cinque giorni la soglia dei 5000 è raggiunta, manca davvero poco. Così, 150 ore dopo la prima donazione, il crowdfunding si chiude con la raccolta totale di 6180 euro.

Comincia la fase della progettazione, che vede impegnato Tony Gallo nell’ambito dell’iniziativa “Segni dalla strada” promossa da European Volunteering Capital 2020, di cui Padova è protagonista.

Il murales, si decide, dovrà essere alto 21 metri, così da diventare il più alto di Padova e superare il record che appartiene a Mortise. Per questo l’imponente struttura del Central Park è sembrata da subito il luogo ideale. I lavori si organizzano per la settimana dal 21 al 27 settembre, la stessa in cui si svolge Solidaria, il festival del Volontariato organizzato dal CSV.

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Finalmente il 21 settembre si apre il cantiere. Dal silos l’altezza è vertiginosa, ci ricorda che l’Arcella c’è, è grande e pronta al cambiamento. Il giorno dopo il Central Park inizia a colorarsi al grido di #coloralarcella.

Il 24 settembre arriva il primo ostacolo. Mancano due metri per superare Mortise. Nessun problema, Gallo chiama immediatamente il fabbro e fa aggiungere un’ultima lastra di ferro e la nostra nuova amica Happy ci regala 21 metri di felicità.

Il 26 settembre la sfida è vinta, la promessa mantenuta. Il grande silos oggi si erge un po’ più fiero a guardare la sua città. Happy non ha solo reso l’Arcella più bella, ma sta lì all’ingresso del quartiere per ricordarci l’impegno dei suoi abitanti: persone che ci tengono davvero e che insieme hanno fatto e faranno la differenza.

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